Quell'anno io e la mia migliore
amica decidemmo di passare il capodanno a Lucerna.
Ci piaceva girare per le città di
notte piuttosto che andare a qualche cena o cercare una festa.
Le città stesse, per San
Silvestro, sono una grande festa. Bastava solo scegliere dove andare.
Io abitavo in Svizzera da quasi
un annetto e mi ero presa la Lonely Planet della Confederazione Elvetica perché
infondo la Svizzera è piccola e andava girata, week end dopo week end.
Piccola sto par de balle... non
sono riuscita a vederla ancora tutta. Ed ora lì non ci vivo più (ma ci torno
appena posso).
La scelta per quel capodanno
cadde su Lucerna perché fondamentalmente piuttosto vicina al Ticino e perché ha
proprio un bel aspetto svizzero. Per di più non è grande come Zurigo e Berna e,
secondo la guida, c'erano un po' di cose da vedere.
Quello
che vidi non tradì le mie aspettative e, a dirla tutta, in alcune cose le
superò.
Mi riferisco alla fondazione Rosengart, collezione privata di ogni ben-di-Dio del Novecento pittorico scoperta quasi per caso gironzolando qua e là.
Lì scoprii per puro caso quanto potevo innamorarmi di Paul Klee oppure lasciarmi prendere dalla dolcezza di Chagall.
Se quel luogo allietò il nostro spirito, la Spycher Fondue House riempì per bene i nostri pancini (prenotate!!! Altrimenti non si trova posto).
Noi non fummo da meno e non mancammo di allietare tutto il ristorante proprio mentre gustavamo la nostra splendida fondue de Vacherin (il non plus ultra della fonduta). Io e la Fra, entrambe parlanti la lingua teutonica, eravamo un po' alticce.. diciamo. Siate consci che la fonduta stranisce un po' perché dentro alla splendida cremina di formaggio c'è sempre una base alcoolica (altrimenti si ingruma tutto) e considerate inoltre che la fonduta va sempre accompagnata da qualcosa di alcoolico (solitamente vino bianco del Valais) o da qualcosa di caldo o da qualcosa di frizzante (altrimenti si ingruma tutto nel vostro stomaco).
Siccome non avevamo voglia di berci dietro il tea e l'acqua frizzante non ci piace... beh, non ci restava che il vino.
Tornando a noi un po' alticce, scherzavamo (in italiano) sul fatto che la tipa del ristorante assomigliasse molto a Frau Blücher. Continuavamo a ridere, complice il Fendant, finché alla Fra non venne la bella idea di lasciar uscire la sua passione teatrale ed esclamare a tutta voce "Ein groesses Schwanzstueck!" in perfetto modo teutonico.
A quel "un gran bel pezzo di membro sessuale maschile" tutto il ristorante si girò e la Fra mi guardò interrogativa come per dire "perché?" o meglio "warum?".
Ed io le risposi in Italiano dicendole "qui parlano tutti tedesco Fra". Dopo un nano secondo di imbarazzo la risata fu copiosa e noi fummo le più ben volute del ristorante.
Per riprenderci dalla fatica di quel siparietto fummo costrette ad ordinare anche il dolce dopo miliardi di kili di fonduta di Vacherin. Il fegato già ci picchiava a più mani quando comparve davanti a noi la foduta di cioccolato assieme a della bellissima frutta e ... udite udite... dei pezzettini di pane imbevuti di crema al whiskey.
Il giorno dopo avrebbero potuto darci in pasto alla vecchina di Hansel e Gretel ma riuscimmo a tornare all'ostello e riuscimmo a dormire senza strani incubi.
Il giorno dopo nevicava che Dio la mancava e decidemmo di tornare bambine e andare a giocare a palle di neve (leggasi ... ecco un modo per smaltire le fondute) in un parco trovato per caso seguendo le mura della città.
Ci divertimmo e ci inzuppammo così tanto che perdemmo il senso del tempo.
Era ormai buio quando attraversammo il Kapellbrücke per l'ennesima volta.
Mi sporsi da un lato e osservai la città vecchia dietro di me.
Avevo davvero scelto bene la mia destinazione
per quel viaggio ed ora, quando qualcuno mi chiede dove andare in Svizzera
(Ticino escluso) dico sempre ... Lucerna, perché no?
Mi riferisco alla fondazione Rosengart, collezione privata di ogni ben-di-Dio del Novecento pittorico scoperta quasi per caso gironzolando qua e là.
Lì scoprii per puro caso quanto potevo innamorarmi di Paul Klee oppure lasciarmi prendere dalla dolcezza di Chagall.
Se quel luogo allietò il nostro spirito, la Spycher Fondue House riempì per bene i nostri pancini (prenotate!!! Altrimenti non si trova posto).
Noi non fummo da meno e non mancammo di allietare tutto il ristorante proprio mentre gustavamo la nostra splendida fondue de Vacherin (il non plus ultra della fonduta). Io e la Fra, entrambe parlanti la lingua teutonica, eravamo un po' alticce.. diciamo. Siate consci che la fonduta stranisce un po' perché dentro alla splendida cremina di formaggio c'è sempre una base alcoolica (altrimenti si ingruma tutto) e considerate inoltre che la fonduta va sempre accompagnata da qualcosa di alcoolico (solitamente vino bianco del Valais) o da qualcosa di caldo o da qualcosa di frizzante (altrimenti si ingruma tutto nel vostro stomaco).
Siccome non avevamo voglia di berci dietro il tea e l'acqua frizzante non ci piace... beh, non ci restava che il vino.
Tornando a noi un po' alticce, scherzavamo (in italiano) sul fatto che la tipa del ristorante assomigliasse molto a Frau Blücher. Continuavamo a ridere, complice il Fendant, finché alla Fra non venne la bella idea di lasciar uscire la sua passione teatrale ed esclamare a tutta voce "Ein groesses Schwanzstueck!" in perfetto modo teutonico.
A quel "un gran bel pezzo di membro sessuale maschile" tutto il ristorante si girò e la Fra mi guardò interrogativa come per dire "perché?" o meglio "warum?".
Ed io le risposi in Italiano dicendole "qui parlano tutti tedesco Fra". Dopo un nano secondo di imbarazzo la risata fu copiosa e noi fummo le più ben volute del ristorante.
Per riprenderci dalla fatica di quel siparietto fummo costrette ad ordinare anche il dolce dopo miliardi di kili di fonduta di Vacherin. Il fegato già ci picchiava a più mani quando comparve davanti a noi la foduta di cioccolato assieme a della bellissima frutta e ... udite udite... dei pezzettini di pane imbevuti di crema al whiskey.
Il giorno dopo avrebbero potuto darci in pasto alla vecchina di Hansel e Gretel ma riuscimmo a tornare all'ostello e riuscimmo a dormire senza strani incubi.
Il giorno dopo nevicava che Dio la mancava e decidemmo di tornare bambine e andare a giocare a palle di neve (leggasi ... ecco un modo per smaltire le fondute) in un parco trovato per caso seguendo le mura della città.
Ci divertimmo e ci inzuppammo così tanto che perdemmo il senso del tempo.
Era ormai buio quando attraversammo il Kapellbrücke per l'ennesima volta.
Mi sporsi da un lato e osservai la città vecchia dietro di me.

Allora, quando deciderò di farmi un giro in Svizzera partirò proprio da Lucerna.
RispondiElimina[A me capita spesso di pensare che non mi resta che il vino, come se tutto il resto non fosse disponibile. Sarò pure un alcolista, ma anonimo mai.] :)
eheheheh ... pensavo oggi a quanto Lucerna sia adatta all'autunno e all'inverno.
RispondiEliminaProvare per credere! :-)
Ma che meraviglia!!!!!
RispondiEliminaDa perfetto amante della Svizzera in tutte le sue forme non avevo mai letto una recensione così stupendamente propositiva.
Anche perchè, ultimamente, sono sempre nel Ticino visto che la mia migliore amica si è trasferita la e non mi sposto da 4 anni da Bellinzona-Locarno. Ma... Adesso voglio organizzare un weekend con lei a Lucerna...
Poi ti aggiorno sulle mie impressioni che saranno, sicuramente, ottime!!!
Ciauzzzzzzz
Grazie mille!! E fammi sapere poi come va! :-)
RispondiEliminaDovrebbero darti la cittadinanza onoraria gli svizzeri...altroché!!!!
RispondiElimina@Miss: magari!!!
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